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I Curantos


Chiudiamo il capitolo "Mariscos" (frutti di mare) con quest'arcaica preparazione indigena, nata nella regione australe del Cile. Forse quando Magellano avvisto i fuochi della Terra del Fuoco, erano i patagoni che preparavano alcuni curantos; per lo meno si sono trovati, in quelle lontananze, conchales e resti di foconi adiacenti. Tutti i popoli primitivi, quando scoprirono il fuoco lo utilizzarono per cuocere suoi alimenti e nel lungo periodo pre-alfarero (-vasaio), dove non avevano i vasi, usavano altri metodi più diretti, come le pietre riscaldate per i fuochi.
Cura, in mapuche significa pietra, e antu, significa sole; poi la parola originale di quest'umido è curantu=pietra ardente, come il sole. Il Curanto, specialità chilota (della città di Chiloé), è caratterizzata per l'abbondanza e varietà dei frutti di mare dell'isola Tenglo, di Puerto Montt, di Calbuco e di tutte le località di Chiloé continentale e isolano. Nel tempo antico confluivano all'umido solo il pesce e i frutti di mare, accompagnati da patate e verdure della zona; quando in America s'introdussi i maiali e gli uccelli di recinto, pure questi furono aggiunti alla monumentale preparazione.Nelle regioni isolate e miserabili in ricorsi ancora è possibile assaggiare un curanto primigenio, senza gli aggregati europei.

Preparativi:
Abitualmente negli orti chilotas c'è sempre un posto destinato, fra gli alberi, per preparare il curanto: una depressione circolare, tappezzata di pietre piane arrotondate per il mare, di 2 ½ metro di diametro con una profondità di 40 cm nel suo centro e 25 cm nella periferia. Alcuni tavoli rustici e banchine se accomodano nella prossimità.
Nella giornata prima del giorno segnalato, i palombari, uomini rane e mariscadoras (donne pescatori di frutti di mare) di bassa marea estraggono i frutti di mare; si lanciano le reti di pesca per la cattura della spigola e di tutto quello che cada. I ragazzini collaborano congiungendo abbondanti rami secchi e legni i quali sono depositati sul letto di pietre.
Il giorno seguente, molto presto, tutti i partecipanti del curanto si ripartono i compiti: gli uomini tagliano le grandi foglie di pangues e di felci e con le pale tolgono grandi quantità d'erba per coprire il cocimiento (la cottura). Le donne puliscono i frutti di mare, fanno i milcaos e i chapaleles, spiumano i polli, tagliano le salsicce e le costolature affumicate di maiale; hanno pronti i piselli e le fave nelle sue capis, le patate bene lavate e le spigole e le seghe sventrate. Grande è l'attività che c'è intorno al buco del curanto.
I tavoli sotto gli alberi stanno pieni di piatti; bicchieri e posati e sotto si trovano le caraffe di chicha (bevanda alcolica, dolce) forte di mela e di vino bianco.
Si accendono i rami accumulati e si alzano grandi fiamme, il rogo comincia a riscaldare le pietre e alle persone intorpidii che non hanno partecipato nelle sfaccendate. Finito il fuoco si ritira i tizzoni fumanti e si scopano le pietre togliendo i carboni e le ceneri. È arrivato il momento di sistemare il curanto: prima si vertono i sacchi e i cesti che contengono le vongole (sono più grandi delle cozze), le cozze (choros, choritos), cholgas, picorocos, machas, navajuelas e ricci interi (i locos non si mettono in questo campionario di frutti di mare per essere troppi duri, in ogni modo, alcuni gli includono bene colpiti e nuovamente messi nelle sue conchiglie bocca verso l'alto). A continuazione si ripartono su questo monticello di frutti di mare: i polli, salsicce e costolature. Si copre con le foglie di pangue e si collocano i piselli, fave, patate, milcaos e chapaleles e/o pesce in tocchetti. Un altro strato di pangues, poi feci e per ultimo i pezzi d'erba come robuste coperte, lasciando l'erba verso il basso. Da questo momento in poi il calore radiante delle pietre va cucinando pian piano il contenuto, scambiando i suoi sapori. I vapori che si filtrano tra le coperte vegetali, provocano una mobilizzazione dei succhi gastrici dei partecipanti che devono aspettare 2 ore per iniziare la scoperchiatura di questa pentola naturale e delle caraffe di vino, perché quelle di chicha di mela da tempo che cominciarono a girare, riempiendo i bicchieri. Spogliato del monticello del suo coperchio, una nube di vapore appetitoso diletta i nasi dei presenti, che piatto in mano, con ansietà male dissimulate, aspettano impazienti potere riempirli con tutto quello che si vede attraverso dei vapori.
Supponiamo che in un angolo del suo giardino ha scavato un buco di 1,20 m. per 30 cm. Di profondità e lo a tappezzato di pietre piane del Mapocho (fiume di Santiago) e che ha invitato a più meno 18 amici e parenti, a partecipare in un curanto in buco alla chilota. Quindi, il giorno primo, acquista tutto quello che il listino indica. Alzasi molto presto e affidasi al santo di sua predilezione.

Ingredienti:
4 kg. di choros maltones, 4 kg. di choritos, 4 kg. di cholgas, 5 kg. di picorocos, 5 kg. di vongole, 2 ½ kg. di salsicce, 2 ½ kg. costolature di maiale affumicato, 18 cocce di pollo, 18 kg. carbone di spino, 18 pezzi di spigola o corvina, 4 kg. di patate grandi, 3 cavoli grandi, 18 milcaos, 36 chapaleles, 3 kg. di piselli o fave, 5 sacchi lavati di iuta, 5 sacchi lavati di farina, 8 kg. di carbone di spino, 8 kg.di legno fino.

Preparazione:
Primo di tutto distribuisca il carbone sulle pietre e il legno mescolato con alcune carte, desiderando tenere lista la pira pronta per accenderla a media mattina, pensando in un pranzo alle 14:00 ore.
Pulisca e lave i bivalvi e i picorocos; taglie la costolature e le salsicce. Tolga le foglie del cavolo e pesta ogni foglia lasciandola bene piana, impilate e colloca sopra di queste un peso. Prepara milcaos e chapaleles, secondo la ricetta accanto. Lave le patate. Condimenti con il sale, i polli e il pesce. Alle 10:00 ore della mattina accenda il fuoco e continue con suoi sfaccendate. Alle 12:00 ore si sarà consumato il legno e il carbone starà iniziando la sua estinzione. Scopa la superficie delle pietre e inizia il montaggio del curanto. Metta prima i picorocos affermati con le bivalvi cozze (choros, choritos), cholgas e le vongole e copra il tutto con le foglie di cavolo; sopra di queste distribuisca il pollo e il maiale, i piselli o fave in suoi capis e le patate con la buccia bene lavate; nuovo strato di cavolo, riparta i milcaos, chapaleles e pesce e un ultimo strato di foglie di cavolo. Copra tutto con i sacchi di farina e poi questi con i sacchi di iuta, tutti bene bagnati e mettasi seduto con suoi amici a brindare per l'esito dell'esperimento culinario. Alle 14:00 ore ritira i sacchi e le foglie di cavolo e ponga en una teglia i componenti del curanto. Fascia di fretta prima che si raffredda questi companatici e s'impazientiscano suoi invitati.
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